ISO/IEC 25000: concetti e misure Qualità Software, Dati, Servizi, in Uso


"Il web ha il vantaggio di diffondere conoscenza e informazioni alla velocità della luce, facilitare lo smart working e lo smart learning" DN
"Il webinar è una buona soluzione per ridurre le distanze fisiche, i costi e la mobilità non necessaria" DN
"Il distanziamento fisico è compensato dalla vicinanza della didattica online partecipativa" DN

Eventi formativi - Link utili


La formazione
online, quando necessaria, può sopperire al trasferimento di conoscenze applicabili in corsi reali, per rispondere ad esigenze specifiche tecnico-normative in contesti orientati al miglioramento dei prodotti/servizi e governance del software, dei dati e della qualità in uso.

Vicinanza copia 2

L'orientamento formativo può essere utile per districarsi tra i numerosi standard di qualità, alcuni anche di competenza tra più Enti come AgID, ISO, UE, CEN, UNI, UNINFO, IEEE, W3C, ETSI, IFPUG, che trovano nell'ISO 25000 un quadro di riferimento unificato per quanto riguarda le caratteristiche di qualità essenziali del prodotto sulla base delle varie regolamentazioni riportate in link utili.

Nel mese di settembre pv è previsto il giorno 30 il corso di 8 ore su "
ISO/IEC 25000 - SQuaRE", organizzato da DNV GL, comprendente la documentazione didattica e l'attestato di partecipazione (verificare se sarà in presenza o online):

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L’obiettivo del corso è di far comprendere i quattro modelli di qualità dell'ISO/IEC 25000: le 8 caratteristiche di qualità del software, le 15 caratteristiche di qualità dei dati, le 8 caratteristiche del servizio IT e le 5 della qualità in uso. Saranno approfondite le relazioni tra software, banche dati e servizi IT. Il corso consentirà ai partecipanti di quantificare il livello di qualità complessivo di un sistema attraverso la selezione di oltre 200 misure e di provvedere ad eventuali azioni di miglioramento dei processi coinvolti. Sarà approfondita la qualità in uso delle applicazioni nell'ambiente reale dell'utente. Particolare attenzione sarà data in particolare all'usabilità e accessibilità del web, alla qualità delle app, con accenni alla Linea guida AgID sull'accessibilità degli strumenti informatici del 9 gennaio 2020 e alla UNI TR 11708 del 2018 sulla caratterizzazione delle App nell'ambito della salute. Sarà evidente che si può pervenire all'uso dell'ISO/IEC 25000 principalmente per tre motivi connessi o indipendenti: miglioramento della qualità del prodotto, conformità a legge e regolamenti, partecipazione a gare e confronti concorrenziali.
Saranno chiariti i concetti di Auto-valutazione, Conformità e Certificazione ISO.
Tra i destinatari sono compresi
manager, consulenti, personale dedicato alla progettazione e all’implementazione dei prodotti software, ai responsabili del trattamento di dati e organizzatori di servizi IT, ai responsabili dei "Service Level Agreement" e dei contratti, allo staff della Quality Assurance, Owner di banche dati e Committenti.


Nel secondo semestre sono a calendario i seguenti corsi UNI (verificare se confermati in presenza o online):
- di 8 ore, il 20 ottobre a Roma e 5 novembre a Milano: Qualità dei dati (UNI CEI ISO/IEC 25012, 25024), già effettuato il 28 aprile;
- di 4 ore online, il 13 novembre: Qualità in uso e qualità dei servizi IT (ISO/IEC 25010, 25011, 25022), già effettuato il 26 maggio;
- di 4 ore online, il 4 dicembre: Qualità del software: concetti e misure (ISO/IEC 25010, 25023), già effettuato il 13 maggio.

Nel primo semestre 2020 sono stati effettuati i seguenti corsi online, replicabili su richiesta specifica oltre a quanto previsto a calendario.

Il 26 maggio un corso su "Qualità in uso e qualità dei servizi IT", organizzato da
UNI.
La qualità in uso (o qualità finale) è un concetto relativamente nuovo dal punto di vista dell’Ingegneria del software, si potrebbe far derivare da un ampliamento dell’attenzione alla Customer Satisfaction. Concetto che pone le basi sull'ISO/IEC 9126-1:2001 & 9126-4:2004.
La qualità in uso, definita secondo lo standard ISO/IEC 25010:2011 (par. 4.1) da 5 caratteristiche, è importante per varie ragioni, mirando ad esempio ad aumentare la soddisfazione dell’utente, porre l’attenzione degli effetti della qualità del software e dei dati in ambiente reale, fornire un punto di unione tra software, dati e servizi IT, contribuire alla progettazione e valutazione della qualità di nuovi servizi IT.
L’argomento si svilupperà principalmente a partire dallo studio dell’ISO/IEC 25010 di tipo concettuale, e l’ISO/IEC 25022 del 2016, orientato alle misure. Principalmente l’attenzione sarà data alle caratteristiche di qualità definiti nella Specifica Tecnica ISO/IEC TS 25011 del 2017, rilevando alcune connessioni con la Circolare 3/2017 dell’AgID "Raccomandazioni e precisazioni sull'accessibilità digitale dei servizi pubblici erogati a sportello dalla Pubblica Amministrazione, in sintonia con i servizi online e dei servizi interni". Saranno descritti i concetti principali delle “Linee guida sull’accessibilità degli strumenti informatici” di recente pubblicazione AgID (9 gennaio 2020), con accenni anche alla UNI TR 11708 del 2018 sulla caratterizzazione delle App nell'ambito della salute.
L’adozione dei modelli di qualità presentati apre la strada ad attività di autovalutazione, conformità, pre-certificazione e certificazione della qualità.
Tra i destinatari del corso si ritrovano ad esempio coloro che sono incaricati di controllo della qualità finale nell’ambiente reale in esercizio del software. Ad essi si aggiungono i responsabili di servizi e delle relazioni con il cliente, responsabili della riorganizzazione ed aggiornamento di nuovi servizi e della gestione della graduale transizione digitale.


Il 13 maggio si è tenuto un corso su "Qualità del software: concetti e misure", organizzato dall'
UNI.
L’obiettivo del corso è stato di far comprendere le 8 caratteristiche di qualità del software e le 31 sotto-caratteristiche. Il corso consente di ai partecipanti di quantificare il livello di qualità attraverso 86 misure e di provvedere ad eventuali azioni di miglioramento. Sarà quindi approfondito lo standard ISO/IEC 25010 sui concetti della qualità e l'ISO/IEC 25023 sulla misurazione. L'adozione dei modelli di qualità proposti apre la strada ad attività di autovalutazione, conformità, pre-certificazione e certificazione ISO 25000 della qualità.
Tra i destinatari si ritrovano coloro che definiscono i requisiti funzionali e non funzionali: sviluppatori, manutentori, incaricati di controllo qualità, acquirenti e fornitori, committenti, auditore e valutatori.


Il 28 Aprile si è svolto un corso su "Qualità dei dati: concetti e misure", organizzato dall'
UNI.
L’obiettivo del corso è stato di far comprendere le 15 caratteristiche di qualità dei dati e verificarne l’utilità nella realtà quotidiana e negli eventi sociali. Il corso consentirà ai partecipanti di quantificare il livello di qualità di banche dati attraverso 63 misure e di provvedere ad eventuali azioni di miglioramento dell'organizzazione, dei processi o del software coinvolto per fornire un servizio migliore ai propri utenti. I destinatari del corso sono tutti coloro che gestiscono dati nel campo della progettazione di procedure e banche dati, come anche nel campo di regolamentazioni giuridiche, di rendicontazioni di notizie, della comunicazione e Web Journalism. Tra i destinatari si ritrovano particolarmente coloro che implementano banche dati, incaricati di controllo qualità, acquirenti e fornitori di dati. Il corso è di interesse anche di Database Administrator, Data Architect e Data Scientist.

Il 31marzo è stato effettuato un corso sull'SO/IEC 25000 sulla qualità del software, dei dati e dei servizi IT, organizzato dalla DNV GL.

I destinatari dei corsi sentono l'esigenza di avere un quadro generale di riferimento concernente i modelli di qualità del prodotto relativamente al software (ISO/IEC 25010), ai dati digitali strutturati (ISO/IEC 25012), ai servizi IT (ISO/IEC TS 25011) ed infine alla qualità in uso spesso limitata alla "Customer satisfaction". I molti aspetti applicativi del'ISO/IEC 25000 migliorano la qualità reale dei prodotti a vantaggio del progettista e dell'utente finale.

Gli obiettivi dei corsi mirano a consentire ai partecipanti di possedere la conoscenza delle caratteristiche di qualità di un sistema e di un prodotto, salvaguardando la Cyber Security, orientando verso gli aspetti essenziali delle oltre 35 caratteristiche di qualità e le 200 misure definite.

Gli interessati provengono in genere dalle aree di "Business & Industria", "Scienza & Cultura", "Comunità online" e utilizzano il training a distanza come "tele-trasporto" della conoscenza.

I corsi mirano a diffondere concetti sulla qualità dei prodotti per favorire l'integrazione dei sistemi, servizi e dati in un'ottica di utilità sociale.

Nei corsi si parla di un'esperienza pluriennale. Si spiegherà come la serie ISO/IEC 25000, fin dal primo standard
ISO/IEC 25012, è applicabile nei suoi aspetti peculiari in diversi contesti operativi della PA e privati: economia, finanza, trasporti, sanità, epidemiologia, demografia, inquinamento, industria 4.0, smart city, comunicazioni, commercio, istruzione, ecc.. Gli standard ISO/IEC 25000 infatti non sono standard "burocratici-informatici", ma sono standard di contenuto ad alto profilo di responsabilità e impatto sociale per il miglioramento dei servizi IT, lo sviluppo della qualità della vita e per la soddisfazione dell'utente finale. Essi sono di interesse sia per chi è addetto alla progettazione ingegnerizzata di software e dati che per chi desidera di far usufruire agli utenti di interfacce semplificate, usabili e accessibili per i propri compiti, e a chi vuole far sì che i dati di qualità offerti dai servizi e dalle App, siano accurati sintatticamente e semanticamente, coerenti e credibili nelle definizioni e nei valori, dialoganti con dati di sistemi esterni nell'era dell'integrazione e dei fenomeni governabili con metodi "data driven".

Molti degli argomenti trattati nei corsi sono anche oggetto di convegni e seminari.

Ad esempio i modelli di qualità illustrati della serie ISO/IEC 25000 SQuaRE - Software Quality Requirements and Evaluation - sono anche spunti di riflessione utili per le nuove prospettive tecnologiche dei Big data, Internet of things, Cloud e
Intelligenza Artificiale: un evento con prospettive educative e sociali, per una governance umana.

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In particolare c'è un'aspettativa condivisa che l'Intelligenza Artificiale possa agevolare la raccolta di dati ed il monitoraggio di fenomeni complessi con molte variabili correlate tra loro.

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Alcuni argomenti qui trattati sono anche stati anche oggetto della Tavola Rotonda ISO 25000 tenutasi a Roma il 30 ottobre 2019, dal cui link è possibile fare il download del materiale.

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Tavola Rotonda ISO 25000 tenutasi a Roma

Coloro che fossero interessati ad approfondire questi temi in corsi in house possono scrivere al sottoscritto e alle organizzazioni coinvolte.

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Alcune considerazioni
Il numero degli standard pubblicati negli ultimi cinquant'anni è certamente elevato: si parla di varie decine di migliaia. Solo per l'ISO si calcolano oltre 21.000 standard disponibili.

E' essenziale disporre di cataloghi sintetici forniti dalle organizzazioni per poterli confrontare, selezionare, sintetizzare.

Occorre un approccio ontologico e fornire link che aiutano a comporre una rete di conoscenza attorno all'ISO/IEC 25000.

I link sono alla base del web e della diffusione di conoscenza. Tim Berners-Lee, come si cita in Wikiquote, ha affermato:

"Il cervello non sa nulla fino a quando i neuroni non sono collegati tra loro…"

"Il fine ultimo del web è migliorare la nostra esistenza reticolare nel mondo…"

"Nel web…dovremmo essere in grado…non solo di seguire i link, ma di crearli…"